#8 L’identità visiva, ovvero la “mia” brand

La lunga telefonata si concluse con la promessa di sentici non appena Raffaella avesse elaborato le informazioni che le avevo fornito. Avevo così concluso la fase di audit, nella quale il professionista intervista il cliente per capirne le esigenze, i desideri, le preferenze, e poter elaborare la proposta che più si avvicini al modo di sentire e vedere del cliente.
Le avevo raccontato che volevo essere

una guida, una maestra, una consigliera in grado di accompagnare il cliente nell’acquisizione delle competenze necessarie a: usare i dispositivi elettronici per sfruttarne al meglio le potenzialità nella propria attività professionale, ma anche nella vita quotidiana; muoversi con disinvoltura nel mondo dei social network; costruire e gestire il proprio sito internet

e che avrei voluto uno stile semplice ma non naif, che desse l’immagine di professionalità ma anche di calore; pulito e luminoso; con colori tenui ma non smorti. Dietro sua richiesta, le avevo anche dato indicazioni di alcuni siti che mi piacevano o non mi piacevano per nulla.proposta palette1
Di lì a pochi giorni, Raffaella mi inviò un file in formato pdf con una sintesi della nostra chiacchierata, 2 proposte di palette di colori e 4 possibili direzioni che aveva individuato. palette2Si trattava del primo passo, mi disse, da cui saremmo poi partire per aggiungere, modificare, selezionare, limare.
Ero un po’ disorientata: tutti i colori mi sembravano stupendi e sul marchio, beh, avevo una preferenza un po’ più chiara, ma neanche tanto.
Adottai il suggerimento di Raffaella di stampare e appendere su una parete (io usai il frigorifero) i diversi fogli per averli sott’occhio spesso e poter guardarli da lontano.

Nella scelta del logo importante è stampare le immagini proposte a attaccarle alla parete. IO ho usato il frigorifero

Decisi anche di attivare di nuovo i miei contatti, sia virtuali sia reali: scattai fotografie e le postai sui miei canali social e feci vedere il file a amici e parenti. Tutti i giorni, inoltre, appendevo i foglietti, aprivo tablet, pc e telefono e visualizzavo le diverse proposte di marchi e colori. Più li guardavo più notavo differenze e iniziavo a scartare, selezionare, pensare a come sarebbero stati su carta da lettere e gadget vari. Alla fine riuscii a farmi un’idea precisa e inviai a Raffaella il file .pdf commentato dove, in conclusione, le dicevo che avrei voluto un mix di palette e avevo scelto la direzione 4, quella che con l’introduzione di un piccolo elemento grafico parlava in modo semplice ed immediato non solo di me ma anche della mia attività.
Ero così pronta ad affrontare il passo successivo: la creazione della mia brand, cioè l’immagine percepita di Laura – mentore digitale.

palette ok

il marchio, direzione 4

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